Wildfire Italia – Fuoco Selvaggio

'Per un mondo libero da armi nucleari' perchè chiunque ha nozione e coscienza di che cosa vuol dire un'esplosione nucleare si rende conto che disporre di migliaia di ordigni nucleari è stupido

Archive for aprile 2009

Parlamento Europeo chiede più sforzi per la non proliferazione nucleare

Posted by albagiorgio su 27 aprile 2009

Roma, 24 apr (Velino) – Il Parlamento suggerisce al Consiglio di intensificare gli sforzi per attuare il regime di non proliferazione che miri al disarmo nucleare totale. Raccomanda inoltre di rafforzare il mandato dell’Aiea e porre sotto il suo controllo la produzione, l’impiego e il ritrattamento del combustibile nucleare. Auspica poi di approfondire il dialogo con gli Usa, apprezzandone il coinvolgimento con l’Iran, e un accordo su un trattato che ponga fine alla produzione di materiale fissile destinato alle armi.

Con 271 voti favorevoli, 38 contrari e 29 astenuti il Parlamento ha approvato la relazione di Angelika Beer (Verdi/Ale, De) che sottolinea la necessità di rafforzare i tre pilastri del Trattato di Non Proliferazione: non proliferazione, disarmo e cooperazione per uso civile dell’energia. Anche perché la propagazione delle armi di distruzione di massa (WMD) e dei loro vettori, “rappresenta una delle minacce più serie alla sicurezza internazionale”. Ricorda infatti che “l’Unione europea si è impegnata a utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per prevenire, scoraggiare e arrestare i programmi di proliferazione nucleare”.

I deputati raccomandano anzitutto al Consiglio di aggiornare la sua posizione comune del 2005 sulla conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), per assicurarne l’esito positivo nel 2010 attraverso l’ulteriore rafforzamento degli attuali tre pilastri dell’accordo. Suggeriscono quindi di “intensificare gli sforzi per garantire l’attuazione delle norme e degli strumenti del regime di non proliferazione” e di sostenere il miglioramento dei mezzi di verifica della conformità a tutti gli strumenti in vigore. Facendo proprio – con 182 voti favorevoli e 127 contrari – un emendamento del PSE e dei Verdi, l’Aula chiede al Consiglio di adoperarsi “per conseguire l’obiettivo finale di un disarmo nucleare totale, conformemente alla proposta di convenzione sulle armi nucleari” (NWC o Nuclear Weapons Convention).

Il Parlamento raccomanda inoltre al Consiglio di appoggiare gli sforzi per rafforzare il mandato dell’Aiea (Agenzia internazionale dell’energia atomica), al fine di garantire che siano messe a disposizione di tale organizzazione risorse sufficienti, affinché possa rendere sicure le attività nucleari. Raccomandano poi “di sostenere le proposte intese a porre la produzione, l’impiego e il ritrattamento di tutto il combustibile nucleare sotto il controllo dell’Aiea, compresa la creazione di una banca internazionale di combustibile nucleare”.

(com/dam) 24 apr 2009 14:48

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Il G8 a guida italiana e la campagna per il disarmo nucleare

Posted by albagiorgio su 17 aprile 2009

Il G8 a guida italiana e la campagna per il disarmo nucleare
Carlo Trezza
14/04/2009

La conferenza sul disarmo nucleare “Overcoming nuclear dangers” che il Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con il Nuclear Security Project e The World Political Forum organizzano a Roma il 16 e 17 aprile, cade in un momento in cui rinascono le speranze di un rilancio del disarmo e delle politiche di non-proliferazione dopo una stasi durata oltre un decennio.

Risale, infatti, al 1996 la conclusione dell’ultimo “grande trattato” multilaterale, quello che proibisce gli esperimenti nucleari: il Comprehensive Test Ban Treaty (Ctbt), che peraltro non è ancora entrato in vigore. Quanto al Trattato di Non-Proliferazione Nucleare (Tnp), il principale pilastro dell’attuale regime di controllo degli armamenti nucleari, l’ultima volta in cui si registrò un risultato di sostanza alla quinquennale Conferenza di Riesame del trattato fu nel 2000.

La successiva Conferenza di Riesame tenutasi nel 2005 fu invece un fallimento. Si aggiunga che alla Conferenza sul disarmo di Ginevra non sono ancora decollati i negoziati per un trattato che proibisca la produzione di materiale fissile a scopo di esplosioni nucleari (Fmct), benché se ne discuta da decenni. E mentre si assiste ad una rinascita del nucleare civile, non si registrano ancora risultati concreti su un altro fronte: quello di una disciplina del “ciclo del combustibile nucleare” che consenta di arginare i rischi di diversione a fini militari delle capacità civili di arricchimento dell’uranio e di produzione del plutonio.

Il rischio di un vuoto normativo
Nel 2002 Mosca e Washington riuscirono a concludere il Trattato Sort che prevede una riduzione delle testate nucleari offensive effettivamente dispiegate da Russia e Stati Uniti. Il Sort non contempla però riduzioni o limitazioni delle testate conservate nei depositi ed è privo di norme sulle verifiche. La sua scadenza – il 2012 – è ormai prossima. Ancora più ravvicinata – dicembre 2009 – è quella del trattato Start I, le cui disposizioni in materia di verifiche sono le uniche rimaste in vigore tra le due maggiori potenze nucleari. Il mancato rinnovo di tali intese produrrebbe un preoccupante vuoto normativo.

Si è quindi creato a livello internazionale un clima di frustrazione per i ritardi, ma al tempo stesso di viva attesa degli Stati e delle opinioni pubbliche per nuove iniziative che consentano di uscire dall’impasse. Un’attesa che i recenti sviluppi delle capacità nucleari della Corea del Nord e dell’Iran hanno ulteriormente alimentato. Dopo l’11 settembre 2001 rimane inoltre forte il timore che gruppi terroristici possano dotarsi anch’essi di armi di distruzione di massa.

Il nuovo fervore antinucleare
Di tali preoccupazioni si sono resi interpreti alcune eminenti personalità americane ed europee che si sono impegnate a favore di un ”mondo libero dalle armi nucleari”. Ai due articoli pubblicati sul Wall Street Journal dagli ex-segretari di Stato George Schultz e Henry Kissinger, l’ex-segretario alla Difesa William Perry e l’ex-senatore Sam Nunn ha fatto eco in Italia nel luglio scorso un articolo sul Corriere della Sera a firma del Presidente della Camera Gianfranco Fini, degli ex-ministri Massimo D’Alema, Arturo Parisi, Giorgio La Malfa e del professor Francesco Calogero. Analoghe iniziative sono state intraprese da personalità tedesche e britanniche.

L’esigenza di rispondere positivamente a tali aspettative fu recepita dai candidati alle ultime elezioni presidenziali americane. In particolare l’allora candidato Barack Obama, nell’articolo pubblicato sulla rivista Foreign Affairs nell’agosto 2007, si richiamò esplicitamente all’iniziativa dei “quattro saggi” americani sposando alcuni degli elementi più qualificanti delle loro proposte tra cui l’adesione Usa al trattato per la messa al bando dei test nucleari, la promozione di un trattato Fmct verificabile e l’obiettivo ultimo di un mondo privo di armi nucleari.

Gli impegni di Obama
Obama sembra ora intenzionato di passare dalle parole ai fatti. In una dichiarazione congiunta con il Presidente russo Dimitri Medvedev, rilasciata in occasione al recente incontro di Londra, i due Capi di Stato hanno annunciato che avvieranno negoziati per un accordo sostitutivo del Trattato Start mirante ad una riduzione e limitazione delle armi strategiche offensive che vada oltre quanto previsto dal Trattato Sort e che, al contrario di quest’ultimo, sia verificabile.

Ancora più ampio ed articolato è stato il discorso pronunciato successivamente da Obama a Praga. Lo si può sin d’ora definire storico: il presidente americano ha tracciato le linee di un’ampia strategia per il disarmo e la non-proliferazione in campo nucleare che va molto al di là del quadro bilaterale con la Russia. Spicca anzitutto l’impegno politico, ma anche morale, a realizzare e promuovere passi concreti, ancorché graduali, verso un mondo privo di armi nucleari e a ridurre il ruolo delle armi nucleari nella strategia nazionale di sicurezza.

Obama ha promesso che si adopererà in modo “immediato e aggressivo” per ottenere una ratifica del Ctbt da parte del Congresso americano e un “cut off” della produzione del materiale fissile a scopi bellici. Si è inoltre impegnato a promuovere la cooperazione per lo sviluppo dell’energia nucleare a scopi pacifici in particolare attraverso la costituzione di una “banca internazionale del combustibile nucleare” che assicuri le forniture di combustibile ai paesi che abbiano le carte in regola sotto il profilo della non proliferazione.

Il quadro generale di riferimento in cui viene inserito tale programma è quello del Trattato di Non- proliferazione la cui prossima Conferenza di riesame si terrà a New York nel maggio del 2010. Si tratta del principale impegno multilaterale in campo nucleare: un appuntamento cruciale e un’occasione da non perdere per salvaguardare un trattato che ha subito negli ultimi anni un’indubbia erosione. Il forte impulso americano deve ora essere recepito dagli altri attori: gli Stati militarmente nucleari, quelli che si sono dotati dell’arma nucleare al di fuori del Tnp, il movimento del non-allineati e la folta schiera dei paesi che hanno rinunciato al possesso dell’arma nucleare. Continuerà peraltro a rimanere sotto osservazione il comportamento di coloro che, come l’Iran e la Corea del Nord, si sono posti al di fuori delle regole concordate.

Le proposte ora avanzate dal Presidente americano sono in linea con la strategia seguita negli ultimi anni dall’Unione Europea cui l’Italia ha dato un forte contributo. Ciò permetterà di rilanciare la cooperazione transatlantica in un settore strategico e di affermarla con forza a livello multilaterale.

Il G8 e la conferenza di Roma
L’iniziativa della conferenza che si terrà a Roma nei prossimi giorni nasce da una proposta dell’associazione statunitense Nuclear Threat Initiative (Nti), che, nell’ambito del Nuclear Security Project, sostiene le iniziative pubbliche delle quattro eminenti personalità americane summenzionate che propugnano un mondo senza armi nucleari. La Nti ha proposto di organizzare tale evento a Roma, in collaborazione con il Ministero degli Esteri, in considerazione della Presidenza italiana del G8. L’ex-presidente russo Mikhail Gorbachev, la cui attività è sostenuta dal World Political Forum, si è unito ai promotori dell’evento. Le nuove proposte formulate dal Presidente Obama offrono ora la possibilità di rilanciare da Roma l’agenda relativa al disarmo e alla non-proliferazione anche in un quadro, quello dei paesi del G8, che è attualmente guidato dall’Italia.

Carlo Trezza, già Ambasciatore d’Italia a Seoul e presso la Conferenza del Disarmo a Ginevra è ora Consigliere diplomatico presso il Centro Alti Studi della Difesa e membro dell’Advisory Board del Segretario Generale delle Nazioni Unite per gli Affari del Disarmo.

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Un mondo senza atomica è possibile? Intervista a Maurizio Martellini, scienziato nucleare, per cui l’idea del “nuke free world” del presidente americano Barack Obama è plausibile.

Posted by albagiorgio su 8 aprile 2009

Un mondo senza nucleare? Si può fare. Obama continua a far sognare dipingendo scenari utopistici che nessuno, finora, si era azzardato a considerare plausibili. Basta con la paura atomica, sì all’energia nucleare per tutti. Un’ipotesi che stenta a convincere anche i suoi sostenitori più accaniti, ma che, dice Maurizio Martellini, scienziato nucleare e segretario generale del Centro Volta-Landau Network sulla sicurezza globale e il disarmo, non è irrealistica.
«Non è certo un’ ipotesi che si realizzerà a breve, ma si tratta di una decisione strategica presa da tempo sia dagli Stati Uniti che dalla Russia. Un punto fondamentale di partenza è che gli armamenti nucleari strategici non servono più come tali. Innanzitutto perché il mondo non è più spaccato in due ma è multilaterale e sempre più vale la countervalue strategy (la possibilità di una potenza di colpire obbiettivi civili), per cui anche un deterrente di pochi armamenti può avere effetto. Questo non esisteva durante la guerra fredda perché allora c’era ancora come condizione la parità nel possesso degli armamenti. Oggi la Corea del Nord o l’Iran, per esempio, possono costituire una minaccia anche per giganti come Usa e Russia.
Inoltre quello che non si dice mai è che la tecnologia nucleare è vecchia. Oggi la differenza la fanno le armi convenzionali molto avanzate. Gli Stati Uniti stanno pensando di fare missili in grado di trasportare armi strategiche convenzionali.
C’è poi il fatto che mantenere un deterrente di testate nucleari cosa diverse decine di miliardi di dollari. Adesso gli Usa possiedono circa 5500 testate operative e la Russia 4000.
Quindi c’è un interesse reale e serio per avviarsi verso quello che viene definito il “nuclear weapon free world”, ossia un mondo senza armi nucleari. E’ evidente che questo percorso non può essere fatto in maniera unilaterale e che deve essere pilotato e controllato.

Quindi il pericolo di un mondo senza deterrenza non sussiste.

«Il mondo continuerà ad essere rischioso perché è venuto meno il bluff della guerra fredda. L’importante allora era la parità strategica, nessuno doveva avere la supremazia perché il mondo era spartito in due. Nel picco di quegli anni, fino al 1991, si parlava di oltre centomila testate esistenti. Oggi il numero si è ridotto di oltre il 70%. Dopo il ’91 questo mondo si è frantumato, oggi ci sono molteplici attori e nessuna potenza occidentale accetterebbe di perdere una propria città, sia essa Parigi, New York, Roma o Berlino. Perché è di città abitate che bisogna parlare quando si ipotizza un attacco, non di basi militari».

Di fatto cosa accadrà nell’immediato futuro?

«Usa e Russia hanno intenzione di firmare un nuovo trattato, più ampio di quello esistente, dato che lo Start-1 è in scadenza. Un accordo che soprattutto preveda delle verifiche, non contemplate, per esempio, nell’accordo di Mosca del 2004. E’ necessario creare un meccanismo in cui Usa e Russia, le due maggiori potenze nucleari, quelle che fanno la politica strategica, fungano da controllori».

Obama, nel suo discorso, ha parlato di una ipotetica “Banca energetica” a cui tutti i Paesi potrebbero attingere. E’ un’idea realizzabile?

Il discorso di Obama è interessante innanzitutto perché cita la ratifica da parte degli Stati Uniti del Ctbt, il trattato che bandisce i test nucleari. Quanto alla Banca internazionale del combustibile, l’idea non è nuova, esiste già un protoesempio. Per fare una bomba servono uranio arricchito e plutonio, che sono sottoprodotti delle centrali: l’idea è di creare delle banche di combustibile che dovrebbero essere controllate dall’Aiea, l’agenzia per l’energia atomica, che ne impedisca la produzione: una cosa in realtà molto complicata.

Fonte: Lettera22 e il Riformista

7 aprile 2009

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