Wildfire Italia – Fuoco Selvaggio

'Per un mondo libero da armi nucleari' perchè chiunque ha nozione e coscienza di che cosa vuol dire un'esplosione nucleare si rende conto che disporre di migliaia di ordigni nucleari è stupido

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Wildfire – versione italiana – italian version

Posted by albagiorgio su 12 agosto 2013

Wildfire>_ Notizie

[Nota: la seguente è una traduzione non espressamente autorizzata dal sito http://www.wildfire-v.org ]

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9 Agosto 2013 – Oggi, sono 68 anni dopo quello che Wildfire>_ è determinato ad assicurare sia l’ultimo uso (in guerra NdT) di un arma nucleare , Wildfire>_ condivide una foto e emette una sfida.

La foto fu fatta a Nagasaki da Yosuke Yamahata il giorno dopo il bombardamento. Essa mostra un ragazzo che trasporta il suo giovane fratello gravemente ustionato sulle sue spalle. Wildfire>_ chiama questa foto “l’aiuto non arriverà”. Per noi, essa simbolizza la necessità che gli stati liberi da armi nucleari smettano di aspettare, e si facciano carico del disarmo nucleare da soli – per quanto esso possa sembrare ingiusto. Semplicemente non c’è altro da fare.

La sfida è questa: Wildfire>_ sfida gli stati liberi da armi nucleari (e gli stati meno codardi e ipocriti tra quelli che dipendono dalle armi nucleari) a negoziare un trattato che metta al bando le armi nucleari, che sia firmato a Nagasaki il 9 August 2015, il 70° anniversario del bombardamento, due anni da oggi.

Abbiamo bisogno di spiegare l’effetto che ciò avrebbe? Cambierà il gioco per sempre. Inizia ora – si, tu. L’aiuto non arriverà.

6 Agosto 2013 – Wildfire>_ ricorda il tragico anniversario del primo uso delle armi nucleari riesaminando le idee e le proposte introdotte finora nel facile da ricordare “Gruppo di lavoro indefinito per sviluppare proposte per portare avanti i negoziati sul disarmo nucleare multilaterale per raggiungere e mantenere un mondo senza armi nucleari” (in inglese “Open-ended Working Group to develop proposals to take forward multilateral nuclear disarmament negotiations for the achievement and maintenance of a world without nuclear weapons”).

In un certo senso, il testo dell’acronimo OEWG dice tutto. 68 anni dopo Hiroshima, 45 anni dopo la firma del TNP (NPT), e 17 anni dopo che la Conferenza sul Disarmo ha compiuto il suo ultimo atto, noi siamo ridotti a un gruppo di lavoro che parlerà di proposte sui negoziati. Lasciamo a questa immortale vignetta di Dilbert strip il commento.

Per quanto riguarda le idee e le proposte, anche dopo aver eliminato quelle evidentemente banali (“entrata in vigore del trattato per la messa al bando degli esperimenti nucleari CTBT”, “ritorno al lavoro sostanziale della Commissione sul Disarmo CD”, etc), esse sono una collezione di mortificanti banalità. Almeno RCW a messo in evidenza la giustificazione per un trattato di messa al bando, se non con passione, almeno con una discreta ragionevolezza sul perchè ciò sia l’unica strada per il progresso. La maggior parte delle altre proposte ricade nella larga e futile categoria delle “cose che altre persone dovrebbero fare”. Tre idee valgono una menzione specifica:

1. L’approccio “building blocks” (del progresso per blocchi), evidenziato da un misto di stati dipendenti dalle armi nucleari. Ciò avrebbe la presunzione di essere un miglioramento rispetto all’approccio passo passo “step-by-step”, nella misura in cui il progresso potrebbe essere ottenuto su più blocchi (tematici) allo stesso tempo – ma non lo sarà. Bel tentativo, stati dipendenti dalle armi nucleari.

2. I suggerimenti dall’Austria e dal Messico su varie questioni che potrebbero essere sollevate ed esami che potrebbero essere fatti di assunzioni, dottrine, regimi e requisiti. Questi sono punti interessanti, ma Wildfire>_ sospetta che qualsiasi tale discussione consisterebbe essenzialmente di stati liberi da armi nucleari che parlano tra loro. Noi poniamo la questione se ulteriori analisi e studi possano aggiungere qualcosa.

3. Il più triste di tutti, questo contributo dai membri della Abolition 2000 Task Force. Nove tediose pagine di apologia che fa l’interesse degli stati militarmente nucleari e rappresenta un diretto supporto per lo status quo. Questa è la versione della società civile della Dottrina Hoffmann:  provare a fare la stessa copa per 30 annis, forse questa volta funzionerà …

Wildfire>_ si dispera.

5 Agosto 2013 – Alcuni esempi di quello contro cui Wildfire>_ lotta:

Lagne, desideri e attese

Gru di carta, agitazioni

E’ proprio l’ora di cambiare le regole del gioco.

31 Luglio 2013 – Alcune citazioni illuminanti:

“Noi prenderemo ogni opportunità per perseguire il nostro risoluto impegno verso un mondo senza armi nucleari.” – dichiarazione del Regno Unito presso la CD del 5 Marzo 2013

“Noi abbiamo bisogno del nostro deterrente nucleare tanto oggi così come quando un precedente governo britannico iniziò questo progetto oltre sei decadi fa … la minaccia nucleare non è andata via. In termini di incertezza e rischio potenziale è, se non altro, aumentata.” – Primo Ministro del Regno Unito David Cameron, 3 Aprile 2013

Bispensiero: “La volontà e la capacità di sostenere un’idea ed il suo opposto, in modo tale da accettare entrambi… Dire deliberatamente una bugia mentre mentre ci si crede genuinamente, dimenticare ogni fatto che è diventato scomodo, and then, when it becomes necessary again, to draw it back from oblivion for just as long as it is needed.” – George Orwell, 1984

Aspetta per una azione dagli stati militarmente nucleari, e tu aspetterai per sempre. Lasciamoli indietro, e cambiamo le regole del gioco – negoziamo un trattato per la messa al bando delle armi nucleari ora.

29 Luglio 2013 – Alcuni pensieri sulla forma del trattato :

I diplomatici e i negoziatori di accordi multilaterali tendono a essere conservativi, specialmente nel campo del disarmo. Essi preferiscono la sicurezza del precedente all’entusiamo dell’innovazione. E questo andrebbe anche bene, se le politiche provate e fidate funzionassero.

Ma certe volte, un approccio creativo alla forma di un trattato può essere la soluzione cruciale del problema. Se hai letto  Wildfire>_, saprai che noi avvochiamo un trattato per mettere al bando le armi nucleari che è in un certo senso differente dal solito trattato di disarmo multilaterale (rinfrescati la memoria qui). Questo perchè se vogliamo arrivare a qualche risultato sul disarmo nucleare, abbiamo bisogno di trovare una strada che non richieda il coinvolgimento, all’inizio, degli stati militarmente nucleari.

Ma noi sappiamo che questo è molto controintuitivo: una idea non familiare che va contro decadi di teoria e pratica di multilateralismo. Quindi diamo un’occhiata a come approccio poteva essere usate per un trattato esistente: il CTBT (il Trattato per la Messa al Bando degli Esperimenti Nucleari). A prima vista, l’idea all’origine del meccanismo di entrata in vigore del CTBT era abbastanza sensata: gli stati militarmente nucleari avrebbero accettato di rinunciare ai test nucleari solo se tutti gli altri stati militarmente nucleari effettivi e potenziali avessero fatto lo stesso. Col senno di poi, questo meccanismo si è rivelato un piano terribile. Diciassetti anni dopo l’apertura delle firme, il CTBT non è ancora entrato in vigore.

Una soluzione migliore sarebbe stata separare la messa al bando dei test dall’entrata in vigore del trattato stesso. Il CTBT avrebbe dovuto contenere un testo che specificasse l’entrata in vigore del trattato dopo, per dire, 30 ratificazioni – ma che la messa al bando dei test non sarebbe stata applicabile (o gli stati ratificatori potevano ritirarsi) fino alla ratifica ditutti i 44 stati dell’Annesso 2. Questo avrebbe permesso la piena attivazione dell’organizzazione del CTBT, fornendo solide basi legali e finanziarie per il sistema di monitoraggio, e avrebbe in generale rafforzato il valore normativo del trattato.

26 Luglio 2013 – L’Ambasciatore tedesco presso la CD Hellmut Hoffmann, che ci ha dato la dottrina Hoffmann (si vedano le notizie del 5 Giugno 2013 di seguito) ha tristemente lasciato Ginevra per prendere servizio altrove. Ma evidentemente determinato nel lasciare il suo segno nel settore del disarmo, nel suo messaggio di saluto alla Conferenza sul Disarmo del 25 Giugno ha tirato fuori un’altra gemma, che noi abbiamo battezzato l’Ultimo Teorema di Hoffmann. Riferendosi alla condizioni necessarie per compiere un progresso nel disarmo nucleare, Hoffmann ha detto “the readiness to only even contemplate moving towards zero will itself drop instantly to zero, if there is only a remote possibility that a case of nuclear proliferation might be on the horizon”.

In altre parole, la più piccola possibilità che altri possano acquisire armi nucleari fermerà gli stati militarmente nucleari dall’anche solo pensare al disarmo. Questo non è di rilievo in se per se;  la genialità della scoperta di Hoffmann è che l’effetto è attivo in una sola direzione. Apparentemente, il continuio possesso di armi nucleari da parte di alcuni non incoraggia altri ad acquisirle, o non incoraggia a vederle come soluzioni legittime a una varietà di minacce alla sicurezza, convenzionali e non.

Questa bizzarra congettura, che può essere vista in varie forme in qualsiasi dichiarazione prodotta per il Trattato di Non Proliferazione o la Conferenza sul Disarmo, può forse trovare risposta in questo articolo del giornale satirico The Onion degli USA. Wildfire>_ può solo meravigliarsi sul perchè questo tipo di nonsenso sia solo raramente messo in discussione. E’ tempo di cambiare! La prossima volta che qualcuno tira fuori qualche versione dell’Ultimo Teorema di Hoffmann, parlate! Evidenziate l’assurdità della nozione, e prendetela in giro con le risate. E’ veramente ridicolo.

24 July 2013 – Wildfire>_ è tornata.

Il team Wildfire>_ ha passato le vacanze estive in un campo di addestramento nel deserto della Libia meridionale, creando lo spirito di gruppo ed esercitando la nostra capacità di fare ironia. Abbiamo anche smantellato una coppia di vecchie testate esplosive per divertimento. Siamo tornati rinnovati, ricaricati… e con nostra sorpresa, mentre eravamo via, i negoziati per un trattato per la messa al bando delle armi nucleari – inesplicabilmente – non sono iniziati.

Non preoccupiamoci. Il nostro lavoro continuerà. Nei prossimi giorni e settimane pubblicheremo con regolarità nuovi aggiornamenti, inclusa una gemma sullUltimo Teorema di Hoffmann, un riesame del triste elenco di “idee” e proposte inviate al Gruppo di lavoro indefinito, una sguardo a forme creative di trattato e alle lezioni imparate dal CTBT, and a savage rant about the intellectual vacuity and absurd doublethink that pervades the nuclear weapons discourse. We’ll also point out some specific examples of the sorts of things we deride on our home page, and kick off the Wildfire>_ Open Letters campaign – personal, tailored abuse and/or inspiration, in base al tuo punto di vista.

Quello che non vedrai qui è l’analisi del discorso del Presidente degli Stati Uniti d’America Obama a Berlino, o la risposta russa. Perchè no? Leggi la nostra pagina sulla dipendenza nucleare, la codipendenza e l’acquisito senso di impotenza per scoprire perchè noi prestiamo poca attenzione alle parole degli stati che dipendono dalle armi nucleari.

E infine c’è la Conferenza sul Disarmo (CD), che comincerà a breve la terza sessione del 2013, durante la quale gli intrepidi membri cercheranno di, perdendo tanto tempo, scrivere una bozza di testo che descriva la loro totale assenza di attività nelle due precedenti sessioni. Wild horses wouldn’t drag us from that one.  Una domanda per i diplomatici della Conferenza sul Disarmo dei paesi liberi da armi nucleari: perchè continui con questa mascherata? Veramente, perchè? Wildfire>_ vi sfida ad avere il coraggio di bloccare l’adozione del testo conclusivo della CD, a meno che esso non includa la frase: “La Conferenza ha di nuovo tremendamente fallito nella sua missione, e ha tradito la fiducia dei cittadini del mondo”.

Vai – cambia le regole del gioco, anche se di poco. Ogni piccolo passo è d’aiuto.

13 Giugno 2013 – La Sfida Wildfire>_ alla CD: abbiamo un vincitore!

UK CD ambassador Jo Adamson, con cura e sotterfugio, ha inserito una menzione di Wildfire>_ e i suoi obiettivi (anche se in termini indiretti e non proprio positivi) nel suo messaggio di fine mandato presso la Conferenza l’11 giugno 2013.

Wildfire>_ è sia divertita che esasperata dal fatto che la Sfida alla CD di Wildfire>_ sia stata vinta da uno stato militarmente nucleare dei P5. Congratulazioni, Ambasciatore Adamson, we salute your Wildfire>_ spirit (e noi sospettiamo tu sia, nel cuore, dalla nostra parte). I tuoi 50 franchi svizzeri del premio saranno inviati attraverso appropriati canali segreti.

E così per gli stati liberi da armi nucleari, speriamo che siano abbastanza umiliati. Voi non riuscirete mai a liberare il mondo dalle armi nucleari con questa vostra passività senza spina dorsale. In piedi! Datevi da fare! Cambiate le regole del gioco!

5 Giugno 2013 – Wildfire>_ ha una nuova pagina, confrontare gli scettici – sollevare gli sconfortati, ispirata dal tipico sconfortante e piatto scambio di opinioni all’Open-ended Working Group di Ginevra. Mentre alcuni rari momenti di vita e di positività si sono visti (grazie Malesia e Sud Africa), il dibattito era in gran parte limitato alle familiari bassezze e miserie – e ciò nonostante l’assenza dei cinque membri del Consiglio di Sicurezza ONU.

C’è stata la solita discussione sull’alternativa tra l’approccio passo-passo e quello complessivo. Questa ricorda la celebre disputa letta nei Viaggi di Gulliver tra i lillipuziani che rompevano l’uovo dal lato largo e, quelli che preferivano romperlo dal lato stretto – il tutto moltiplicato a un livello di assurdità poichè nel disarmo nucleare in realtà nessuno ha un uovo. There was some attempt to show that the Big-endian/Little-endian dichotomy is false, and to talk of “building blocks” instead of “steps”, but still nobody has an egg, so we wonder what the point is.

Then there were the nuclear weasel states, championed by Germany and abetted in best wet-fish weasel style by Australia and Canada. German CD Ambassador Hellmut Hoffmann memorably alluded to an “unfortunate tendency, especially among NGOs” to try new approaches when the old ones weren’t working.

Hoffmann apparentemente supporta la strategia opposta che consiste nel doggedly continuing to pursue approaches that have not worked in the past, that are not working now, and that show no signs of ever working in future – and of avoiding at all costs any attempt to try something different. This ingenious piece of thinking shall henceforth be known as the Hoffmann Doctrine. Australia and Canada gibbered along in support, worrying about vague and unspecified Terrible Things that might happen if anything new were to be tried.

Wildfire>_ is baffled as to how non-nuclear-weapon states and civil society representatives can listen to this kind of bilge without shouting obscenities and smashing up the furniture. Where’s the outrage? Read more on our sceptics page.

28 Maggio 2013 – Curioso di Wildfire>_? Leggi la Wildfire>_ FAQ.

E noi abbiamo una nuova pagina sulladipendenza nucleare, la codipendenza e l’acquisito senso di impotenza. Coming soon: the Wildfire>_ review of the Open-ended Working Group. Join us as we lambast the Hoffmann Doctrine and flay the nuclear weasel states.

26 Maggio 2013 – Stati liberi da armi nucleari: accettate la sfida di Wildfire>_ ! Vinci veri soldi!

Wildfire>_ offre un premio* di CHF 50.- al primo delegato nazionale che farà menzione di Wildfire>_ and its aims in a plenary meeting of the Conference on Disarmament in Geneva. Light the fire, spread the flames, and get very slightly richer. Who will be first?

(*will be donated to the charity of your choice if accepting money from shady underground movements raises ethical concerns for you)

25 Maggio 2013 – E quindi ti piace Wildfire>_?

What are you actually going to do about it? Wildfire>_ sfida i gruppi della società civile to each come up with three specific, well-defined actions they are going to take to promote the treaty. Publish them on your websites and blogs by 30 June. We will feature the best ones here. In the meantime, we want you to push the Wildfire>_ approach with selected non-nuclear-weapon states. Yes, now. Yes, in person – you can’t do this from your keyboard. You will need:

  • 1 politico, parlamentare, funzionario, diplomatico o altro rappresentante di uno qualunque dei seguenti: Algeria, Austria, Brasile, Indonesia, Irlanda, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Nigeria, Norvegia, Sud Africa, Svizzera
  • 1 copia del materiale disponibile sul sito Wildfire>_
  • 1 blowtorch

Fategli capire. Pubblicate i risultati tramite blog o Tweet.

24 Maggio 2013 – Now that we have your attention…

Wildfire>_ seems to have made some impression, almeno nella comunità della società civile. I nostri ringraziamenti a ICAN, RCW e altri per diffondere la fiamma, e specialmente a i diari del disarmo per essere entrati nello spirito di Wildfire.

But gawking at a website and passing links around is not going to make a treaty. Tu devi effettivamente fare qualcosa. E dove sono gli stati liberi da armi nucleari? Silent, woebegone and helpless as usual. Where is the outrage? Wildfire>_ will fan the flames a bit – controlla qui per aggiornamenti.

19 Maggio 2013 – Sito internete pubblicato. Wildfire>_ è acceso.

Diffondi la fiamma >_

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“Premio Nobel Alternativo” per Alyn Ware per abolizione armi nucleari

Posted by albagiorgio su 22 ottobre 2009

Uno dei “Right Livelihood Awards” del 2009, meglio noti come Premi Nobel Alternativi, va ad Alyn Ware, Coordinatore della Marcia Mondiale in Nuova Zelanda – Aotearoa, “per la sensibilizzazione efficace e creativa, per le sue iniziative di oltre vent’anni di educazione alla pace e di impegno per la liberazione del mondo dalle armi nucleari”.

Pressenza Londra, 2009-10-13: Alyn Ware, instancabile attivista per la pace e la nonviolenza, ha ricevuto oggi uno Right Livelihood Award (Premio al corretto sostentamento) come riconoscimento *”per la sensibilizzazione efficace e creativa, per le sue iniziative di oltre vent’anni di educazione alla pace e di impegno per la liberazione del mondo dalle armi nucleari”. Il Right Livelihood Award, fondato nel 1980 dallo svedese Jakob von Uexkull, è un premio che viene presentato ogni anno per onorare coloro che “lavorano a soluzioni pratiche ed esemplari ai problemi più urgenti del mondo attuale”.

Alyn insieme a René Ngongo della Repubblica Democratica del Congo e Catherine Hamlin dall’Etiopia, sono stati selezionati da una rosa di 82 candidati provenienti da 46 Paesi e ognuno di loro riceverà un premio di 50.000 €.

La giuria ha dato la seguente motivazione per la scelta dei vincitori: “Nonostante gli avvertimenti scientifici sull’imminente minaccia e sugli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici e nonostante la nostra conoscenza delle soluzioni, la risposta globale a questa crisi continua a essere terribilmente lenta e ampiamente inadeguata. Al tempo stesso, la minaccia di armi nucleari non è affatto diminuita e le malattie legate alla povertà sono la vergogna della nostra umanità”.

“I vincitori del Right Livelihood Award del 2009 dimostrano concretamente che cosa debba essere fatto al fine di affrontare il cambiamento climatico, liberare il mondo dalle armi nucleari e fornire cure mediche cruciali per i poveri e gli emarginati”.

Inoltre David Suzuki, dal Canada, si aggiudica un premio onorario “per la sua incessante difesa dell’uso socialmente responsabile della scienza, per il suo massiccio contributo alla sensibilizzazione sui pericoli del cambiamento climatico e la creazione di un sostegno pubblico per le politiche per farvi fronte”.

Proposta di una Convenzione sulle Armi Nucleari.

Alyn fu, nel 1995, co-fondatore dell’Abolition 2000, una rete internazionale che conta attualmente più di 2000 organizzazioni sostenitrici che chiedono che si facciano negoziati per arrivare a una Convenzione sulle Armi Nucleari da cui scaturisca un trattato per proibire ed eliminare le armi nucleari, sotto l’effettivo controllo internazionale. A seguito del parere consultivo sulla legalità della minaccia o dell’uso delle armi nucleari della Corte Internazionale di Giustizia, nel 1996, Alyn ha redatto una risoluzione delle Nazioni Unite per l’attuazione del parere stesso, attraverso i negoziati per arrivare alla Convenzione sulle Armi Nucleari. Da allora, questa risoluzione ha attirato ogni anno i voti di circa 125 paesi dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, compresi i Paesi della New Agenda Coalition (Brasile, Egitto, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Sud Africa e Svezia), il Movimento dei Non-Allineati e alcuni Paesi in possesso di armi nucleari (Cina, India, Pakistan e Corea del Nord).

Alyn ha poi riunito un gruppo di esperti per elaborare un Modello di Convenzione sulle Armi Nucleari – un documento di 70 pagine che illustra le misure giuridiche, tecniche e politiche necessarie per il raggiungere e sostenere un mondo libero dalle armi nucleari. Questo Modello di Convenzione sulle Armi Nucleari è stato distribuito e promosso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Alyn Ware crede che la sua opera di educazione alla pace nelle scuole e e il suo lavoro internazionale su pace e disarmo siano strettamente collegati. Dice: “I principi della pace sono gli stessi sia che se ne parli a scuola, a casa, nella propria comunità o a livello internazionale. Si tratta soprattutto di come risolvere i conflitti modo che tutti vincano, vale a dire in modo da soddisfare le esigenze di tutti i popoli. Il mio lavoro di insegnante alla scuola materna è stato quindi un buon allenamento per il mio lavoro sulla pace e il disarmo internazionale. E quando torno in classe, posso aiutare gli studenti capire come le idee e gli approcci che stanno utilizzando per risolvere i loro conflitti siano simili alle idee e gli approcci che usiamo nell’ambito delle Nazioni Unite per risolvere i conflitti internazionali “.

http://www.pressenza.com/npermalink/xpremio-nobel-alternativox-per-alyn-warex-coordinatore-della-marcia-mondiale-in-nuova-zelanda-aotearoa

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PrepCom 2009 – Approvata l’Agenda, non le Raccomandazioni

Posted by albagiorgio su 15 maggio 2009

New York 15 Maggio 2009 – ore 12.40

Successo della PrepCom 2009 – Approvata l’Agenda, non le Raccomandazioni

In un clima positivo di collaborazione, favorito dalle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Obama, si sono conclusi i lavori della Terza Sessione del Comitato Preparatorio della Conferenza di Riesame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari del 2010, che si è a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, dal 4 al 15 Maggio 2009.

E’ stato approvato il rapporto finale da trasmettere alla Conferenza di Revisione nel 2010. Il rapporto include l’Agenda dei lavori, passo di fondamentale importanza procedurale e politica. I delegati non sono riusciti a concordare sulla lista delle Raccomandazioni, altro importante elemento per il successo nel 2010, ma sono arrivati estremamente vicini ad un accordo, le questioni chiavi sono stai la Risoluzione per la Zona Libera da Armi Nucleari e altre Armi di Distruzione di Massa in Medio Oriente che ha visto il sostegno dell’Egitto per azioni pratiche, e il disarmo nucleare con l’obiettivo di eliminare le armi nucleari che ha visto la delegazione francese non ancora pronta a prendere un impegno chiaro. Terminano così 10 anni di crisi per le regole multilaterali di disarmo e non proliferazione nucleare. Adesso nei 12 mesi che ci separano da Maggio 2010 sarà importante che la volonta politica e l’attenzione dell’opinione pubblica continuino a tenere questo tema in cima all’agenda internazionale. Un mondo libero da armi nucleari da oggi non è più impossibile, per essere possibile e per realizzarsi questa visione avrà bisogno dell’impegno e della condivisione di obiettivi di tutti, governi, società civile, diplomatici, esperti e leader politici.

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PrepCom 2009 – NPT R.C. 2010 – Aggiornamento 14 Maggio

Posted by albagiorgio su 14 maggio 2009

Raccomandazioni per la RevCon 2010
• Nella tarda serata, il presidente ha fatto circolare una bozza aggiornata delle raccomandazioni per la Conferenza di Riesame del 2010.
• Il Belgio, a nome di sette paesi (Belgio, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia, Spagna e Turchia), ha introdotto un documento di lavoro, proponendo raccomandazioni perla RevCon in tutte le aree del Trattato. Il nuovo documento è complementare alle proposte presentate dal gruppo alla Conferenza di Revisione nel 2005.

Altre tematiche
L’applicazione della risoluzione sul Medio Oriente
• L’Unione Europea ha accolto la proposta della Federazione Russa per una conferenza o un incontro sull’applicazione della risoluzione. L’UE ha descritto la proposta come complementare con i suoi piani di un seguito al suo seminario dello scorso Giugno 2008, da svolgersi prima della RevCon 2010.

Materiali Fissili
• L’Unione Europea ha anche introdotto un nuovo documento di lavoro per far proseguire i lavori per il trattato per la messa al bando dei materiali fissili.

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PrepCom 2009 – NPT R.C. 2010 – Aggiornamento 13 Maggio

Posted by albagiorgio su 13 maggio 2009

Raccomandazioni per la Conferenza di Riesame del 2010
• Il presidente ha aperto la seduta martedì per i commenti generali sulla sua bozza di raccomandazioni. 
• Il presidente ha espresso riluttanza per l’ipotesi di proporre le raccomandazioni solo come un documento di lavoro del presidente.
• Il presidente ha indicato che avrebbe cercato di facilitare le consultazioni tra le delegazioni sul testo martedì pomeriggio e mercoledì mattina. Ha sottolineato che iniziare dettagliati negoziati sul testo non sarebbe pratico.
• Il prossimo incontro plenario del PrepCom si terrà nel pomeriggio di mercoledì, durante il quale si spera che le delegazioni possano concordare su un testo aggiornato.

Le dichiarazioni generali degli stati sulle raccomandazioni
• Molte delegazioni implicitamente o esplicitamente hanno espresso il supporto a procedere con il testo del presidente, nonostante i desiderati cambiamenti o le posizoni che il testo può essere rafforzato. Diversi hanno fatto riferimento alla bozza come una buona base per le discussioni, tra cui il Brasile, il Giappone la New Agenda Coalition, la Repubblica di Corea, la Malaysia e il Sud Africa.
• A titolo di promemoria inteso a persuadere le delegazioni riluttanti a procedere sulla base del testo proposto dal presidente, numerose delegazioni hanno positivamente notato, così come indicato nel documento, che le raccomandazioni non pregiudicheranno il lavoro o il risultato della Conferenza di Riesame.
• Diverse delegazioni hanno criticato il testo per non avere un equilibrato trattamento dei tre pilastri del Trattato, tra cui il NAM, la Russia, gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Repubblica di Corea.
• Alcuni hanno specificatamente criticato che la sezione sul disarmo nucleare sia più dettagliata di quelle che affrontano gli altri pilastri. La Russia ha chiesto per dei piani d’azione in tutti e tre i pilasti, non soltanto il disarmo. La Francia ha concordato, ma ha affermato che un singolo piano d’azione sarebbe sufficiente se affrontasse tutti e tre i pilastri.
• Il NAM e l’Iran hanno criticato la struttura delle raccomandazioni perchè non riflettono sufficientemente i tre pilastri.
• Diverse delegazioni hanno richiamato l’attenzione sull’evitare di modificare eccessivamente il testo, specialmente questioni che richiedono ampi negoziati o indicazioni che non hanno ampio supporto. In questo contesto, il Canada e la Norvegia si sono appellate alla flessibilità dei delegati.

Richieste per un linguaggio specifico nel testo delle raccomandazioni
• Il NAM ha chiesto l’inclusione, tra le altre cose, di un riferimento a garanzie di sicurezza legalmente vincolanti e a concrete misure per l’attuazione della risoluzione sul Medio Oriente del 1995.
• Il Regno Unito e la Russia hanno affermato che la parte sul Medio Oriente dovrebbe riflettere le discussioni e le proposte fatte durante il terzo PrepCom.
• L’Egitto e il Canada messo in discussione la bozza di testo che afferma che l’attuale “processo di riesame rafforzato” è “indispensabile”, ricordando le loro richieste e il loro supporto per una riforma istituzionale del TNP.
• Il Canada ha suggerito che il testo raccomandi la messa in atto di un sottocomitato che affronti i temi del ritiro dal Trattato e della riforma istituzionale.
• L’Egitto ha contestato come una idea eccessivamente limitata, quella espressa nella bozza in cui le restrizioni agli usi pacifici dell’energia nucleare non devono essere applicati “per ragioni politiche”, affermando che le restrizioni non dovrebbero mai essere applicate.
• La Russia e il Canada hanno suggerito che la sezione sulla non proliferazione dovrebbe essere rafforzata. 
• Gli Stati Uniti hanno suggerito che non potrebbero supportare alcun processo di disarmo che vada al di la delle politiche descritte nel discorso del Presidente Obama del 5 Aprile. La delegazione statunitense ha espresso il suo desiderio di rinviare qualsiasi decisione sulle misure di disarmo nucleare fino al completamento delle revisioni delle politiche nucleari e di sicurezza che sono in corso.
• L’Algeria ha chiesto che il testo rifletta il progresso verso il raggiungimento di un compromesso sul programma di lavoro della Conferenza sul Disarmo (CD). 
• LAlgeria ha anche richiesto per una raccomandazione sull’universalità che chieda agli stati che non sono parte del Trattato di accedervi come stati non dotati di armi nucleari, piuttosto che di aderire al Trattato senza precondizioni.
• Le delegazioni hanno espresso i loro divergenti punti di vista su testo relativo all’uscita dal Trattato, con il Canada che ha richesto un linguaggio più aderente alle posizioni fin qui espresse. L’Algeria, al contrario, ha suggerito che il linguaggio usato nella bozza va oltre le posizioni di molti stati.
• Diverse delegazioni, incluse quelle di Francia e Regno Unito, hanno indicato che avrebbero proposto suggerimenti sui cambiamenti o emendamenti al presidente.

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PrepCom 2009 – NPT R.C. 2010 – Aggiornamento 12 Maggio

Posted by albagiorgio su 12 maggio 2009

Preparativi per la RevCon 2010

• Nella mattinata di martedì il presidente aprirà il dibattito ai commenti sulla sua bozza di raccomandazioni.
• Gli Stati hanno deciso di assegnare gli stessi soggetti dell’agenda 2005 ai principali comitati nel 2010.
• Gli Stati hanno anche deciso su una serie di altri aspetti procedurali relativi alla RevCon, tra cui misure per ridurre i costi della documentazione e l’invito alle organizzazioni intergovernative e a quelle non governative per partecipare alla RevCon.

Punti principali della discussione del Cluster 3 (Usi pacifici dell’energia nucleare)

Garanzie sulle forniture di combustibile fissile
• L’AIEA ha descritto i progressi verso la definizione di un meccanismo a-tre-attori per le garanzie di sicurezza, basato sulla sua attuale autorità legale, includendo garanzie basate sul mercato commerciale e su una riserva di LEU (uranio leggermente arricchito)
• Molte delegazioni hanno espresso supporto per gli sforzi dell’AIEA per definire una banca dei combustibili fissili, tra cui l’UE, gli USA, la Francia, il Regno Unito e la Norvegia. La Norvegia ha anche espresso supporto per la proposta di ciclo di combustibile della Germania.
• La Malaysia ha dichiarato che la proposta di banca del combustibile fissile ha ancora bisogno di studi addizionali relativi alle dimensioni legali, politiche, tecniche ed economiche.
• In risposta alle garanzie sui combustibili, l’Egitto ha osservato che gli sforzi attuali per creare delle garanzie sui combustibili non sembrano avere origine da preoccupazioni sulle riserve ma da preoccupazioni degli stati fornitori.

Discussione sugli approcci multilaterali ai cicli di produzione dei combustibili fissili
• La Turchia, la Repubblica di Corea e l’Indonesia hanno ammonito che gli approcci multilaterali non dovrebbero impedire il diritto degli stati di compiere decisioni sullo sviluppo del proprio ciclo di combustibile.
• La Cina, l’Indonesia e l’Iran hanno chiesto studi approfonditi sulle dimensioni politiche, economiche, di sicurezza e tecniche degli approcci multilaterali. Cuba ha chiesto negoziati approfonditi e che ogni proposta sia adottata per consenso. L’Iran ha detto che qualsiasi proposta dovrebbe essere affrontato nella Conferenza Generale d’AIEA de non nel Consiglio dei Governatori dell’AIEA.
• Diverse delegazioni hanno espresso preoccupazione verso misure che potrebbero in finale risultare nella negazione o nella limitazione dei diritti alla tecnologia nucleare, tra cui Brasile, Svizzera, Malesia, Nigeria e Iran. Il Brasile ha avvertito che gli approcci multilaterali non devono impedire i diritti degli stati che aderiscono a salvaguardie complete. La Svizzera ha detto che non può supportare proposte che in effetti rafforzano i monopoli (di tecnologia nucleare e delle riserve di uranio) o che puntano in linea di principio a limitare i diritti degli stati. La Malesia e l’Iran hanno avvertito che qualsiasi approccio non deve introdurre alcun impegno di non proliferazione ulteriore rispetto a quelli esistenti. La Nigeria ha detto che qualsiasi misura non deve imporre ‘non necessarie’ limitazioni ai trasferimenti nucleari.
• La Repubblica di Corea sollecitato maggior attenzione verso gli approcci multilaterali nella parte finale del ciclo del combustibile, in particolare alla gestione delle scorie radioattive..
• La Nuova Zelanda ha detto che qualsiasi proposta deve includere misure relative alla sicurezza operativa (safety) e alla sicurezza dai pericoli esterni (security) dei materiali nucleari, specialmente durante il trasporto in mare aperto.
• L’Austria ha dichiarato che qualsiasi proposta dovrebbe aumentare la trasparenza, migliorare la sicurezza internazionale e creare le condizioni per il disarmo nucleare.
• L’Egitto ha preso posizione contro i concetti di tecnologie sensibile alla proliferazione e di stati nucleari irresponsabili.

Discussioni sulle tematiche dell’energia, in particolare l’energia nucleare
• L’Unione Europea ha proposto un piano di azione per promuovere lo sviluppo responsabile dell’energia nucleare, concentrandosi sulla promozione dell’assistenza, della sicurezza interna (safety) e sicurezza esterna (security), sulle salveguardie, sulla trasparenza e sullo sviluppo di approcci multilaterali al ciclo dei combustibili fissili.

• La Norvegia ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’energia nucleare potrebbe non essere sempre il modo migliore per generare l’elettricità e ha accolto con favore la creazione di IRENA, l’Agenzia Internazionale per la promozione delle Energie Rinnovabili.

• L’Austria ha affermato che alla luce dei costi economici e del problema delle scorie radioattive, l’energia elettrica dalle centrali nucleari non è una soluzione sostenibile per risolvere il problema dei cambiamenti climatici.

Punti principali della discussione specifica sul ritiro dal Trattato

• Gli Stati Uniti hanno riaffermato le loro precedenti posizioni relativamente alla necessità di sviluppare un accordo sulla risposta da dare al ritiro dal trattato agli stati in violazione dei loro obblighi.
• Anche l’Unione Europea ha riaffermato le sue precedenti posizioni e proposte, così come delineate nel documento di lavoro del 2007.
• Diverse delegazioni, tra cui l’Australi, l’UE, il Giappone e la Federazione Russa supportano il principio che i materiali e le strutture nucleari fornite a uno stato, quando era membro del TNP, dovrebbero rimanere a scopi pacifici e sotto i controlli dell’AIEA dopo il ritiro del paese dal trattato.
• Diverse delegazioni, tra cui l’UE, Giappone, Russia e Canada supportano il principio che uno Stato che si ritira dal Trattato rimane responsabile per le violazioni commesse quando era parte del Trattato.
• Diverse delegazioni hanno indicato la posizione che, in caso di ritiro, qualsiasi materiale fornito secondo l’Articolo IV dovrebbe essere restituito allo Stato fornitore. La Russia ha detto che qualsiasi materiale che non potesse essere restituito dovrebbe rimanere sotto salvaguardia dell’AIEA per tutto il suo periodo di vita operativa.
• La Russia ha espresso il proprio supporto per chiarire gli impegni dell’Articolo X, specificamente raccomandando che la notizia del ritiro dovrebbe essere fornita per iscritto e dovrebbe contenere sufficienti dettagli sulle ragioni per il ritiro.
• Numerose delegazioni, tra cui la Federazione Russa, Cuba e l’Iran hanno espresso l’opposizione per riesaminare l’Articolo X o mettere in discussione il diritto sovrano del ritiro dal Trattato.
• Gli Stati hanno espresso posizioni divergenti su un meccanismo di risposta, in particolare sulla questione se un ritiro dovrebbe attivare automaticamente un incontro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) o del Consiglio dei Governatori dell’AIEA, oppure una sessione straordinaria degli stati membri del Trattato.
• L’Indonesia si è opposta a riferire i casi di ritiro al Consiglio di Sicurezza, supportando invece una sessione straordinaria degli stati membri del TNP.

Discussione di altri aspetti

Riforma Istituzionale
• Il Canada ha fornito ulteriori dettagli sulla sua proposta di realizzare ulteriori riforme per le istituzioni e il processo di riesame del Trattato di non proliferazione. Il Canada specificamente, ha fatto riferimento a: conferenze annuali, l’attivazione di un ufficio permanente, l’attivazione di una unità di supporto al TNP in congiunzione con l’Ufficio per gli Affari di Disarmo delle Nazioni Unite.
• La Norvegia ha espresso il proprio supporto per le idee di tenere degli incontri annuali e di attivare una unità di supporto (che può essere composta di 3/5 esperti e diplomatici) per il TNP.

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Fatti e Dati della PrepCom 2009 del TNP

Posted by albagiorgio su 9 maggio 2009

Rappresentanti accreditati alla PrepCom NPT 2009 (Totale 1165)

In Ordine alfabetico (Totale 574)
Con status di membro del Trattato di non proliferazione 
Algeria 7; Andorra 2; Argentina 5
Australia 9; Austria 7; Bahrain 3; Bangladesh 3
Belgio 6; Bolivia 5; Botswana 4, Brasile 6; Bulgaria 4
Canada 10; Repubblica Africa Centrale 1; Cile 7
Cina 12 * Nuclear Weapons State secondo il TNP
Colombia 3; Congo 3
Costa Rica 3; Croazia 4; Cuba 5; Cipro 2
Repubblica Ceca 11 di cui 2 UE; Ecuador 2
Egitto 8; El Salvador 4; Estonia 2; Finlandia 7
Francia 17 * Nuclear Weapons State secondo il TNP
Germania 13; Ghana 3, Grecia 4; Guatemala 3; Guinea 3
Santa Sede 3; Ungheria 3, Indonesia 12
Iran 10; Iraq 3; Irlanda 9
Italia 2 * Paese organizzatore del G8 nel 2009
H.E. Mr. Giovanni Manfredi (Ministro Plenipotenziario, Permanent Representative of Italy to the Conference on Disarmament, Capo delegazione); Paolo Cuculi (First Counsellor, Missione Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite, sostituto Capo delegazione)
Giappone 27; Giordania 3, Kazakhstan 4; Kenya 3; Kuwait 3
Kyrgyzstan 4; Lao 2; Libano 2; Lesotho 2
Libia 5; Liechenstein 4; Lituania 2; Madagascar 2
Malaysia 11; Mauritius 4, Messico 6; Monaco 3
Mongolia 2; Marocco 2; Monzambique 3
Birmania/Myanmar 4; Namibia 4; Paesi Bassi 10
Nuova Zelanda 5; Nicaragua 3; Nigeria 5
Norvegia 11; Oman 1; Panama 4; Peru 3
Filippine 9; Polonia 6; Portogallo 7; Qatar 4
Repubblica di Corea 14; Moldavia 2; Romania 3
Federazione Russa 26 * Nuclear Weapons State secondo il TNP
San Marino 3; Arabia Saudita 3; Serbia 3; Slovacchia 3; Slovenia 3
Sud Africa 5; Spagna 9; Sri Lanka 6; Sudan 2
Svezia 6; Svizzera 8; Siria 4
Thailandia 3; Repubblica* di Macedonia 4; Tunisia 2
Turchia 6; Ucraina 9; Emirati Arabi Uniti 4
Regno Unito 12* Nuclear Weapons State secondo il TNP
Stati Uniti d’America 16* Nuclear Weapons State secondo il TNP
Uzbekistan 2
Venezuela 5; Vietnam 3; Zimbabwe 8 (presiede i lavori della PrepCom 2009)

Con status di Osservatore
Palestina 3

Con status Nazioni Unite
Nazioni Unite – Affari Disarmo 3, United Nations Institute for Disarmament Research  2, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica 7

Con Status Organizzazioni Intergovernative
Agency for the Prohibition of Nuclear Weapons in Latin America and the Caribbean (OPANAL) 1, Brazilian-Argentine Agency for accounting and control of nuclear materials (ABACC) 1, Lega degli Stati Arabi 3, Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW) 1
Preparatory Commission for the Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (CTBTO) 3

Con Status Organizzazioni Non Governative (Totale 567)
Acronym Institute for Disarmament Policy 7, Afro-Asian People’s Solidarity Organization (AAPSO) 4, Archivio Disarmo 1, Arms Control Asociation (ACA) 3, Ban All Nukes generation (BANg) 1, Beati I Costruttori di Pace (BCP) 2, Campaign for Nuclear Disarmament (CND) 3, Canadian Peace Alliance 2
Carnegie Endowment for International Peace 3, Center for Strategic & International Studies (CSIS) 1, Center for War/Peace Studies 1, Centre d’Etudes pour la Sécurité Internationale et la Maîtrise des armements (CESIM) 1, Christian Campaign for Nuclear Disarmament 2, Christian Campaign for Nuclear Disarmament-Kenya 6, Consejo Mexicano de Asuntos Internacionales (COMEXI) 2, Economists for Peace & Security 1, Egyptian Council for Foreign Affairs 3, Federation of American Scientists 1, Fondation pour la recherche strategique 1, Global Security Institute(GSI) 40, Greenpeace 2, Groupe de Recherche et d’Information sur la Paix et la Securité (GRIP) 2, Hudson Institute 1, Institute for Energy and Environmental Research (IEER) 10, Institute for Security Studies (ISS) 3, International Association of Lawyers against Nuclear Arms (IALANA) 9, International Law Campaign (ILC) 8, International Network of Engineers and Scientists Against Proliferation (INESAP) 33, International Association of Peace Messenger Cities 1, International Panel on Fissile Materials (IPFM) 5, International Peace Bureau 2, International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW) 24, International Studies Association (ISA) 2, Japan Council against Atomic & Hydrogen Bombs (Japan Gensuikyo) 3, Kurtz Institute of Peacemaking 1,Lawyers’ Committee on Nuclear Policy (LCNP) 28, Le Mouvement de la Paix 20, Massachusetts Institute of Technology (MIT), Program in Science, Technology and Society 4, Mayors for Peace 61, Monterey Institute of International Studies, James Martin Center for Nonproliferation Studies 20, Mundo Sin Guerras y Sin Violencia/World Without Wars 1, New America Foundation 2, NGO Committee on Disarmament, Peace and Security 24, Nihon Hidankyo (Japan Confederation of A- and H- Bomb Sufferers Organizations) 2, Nuclear Age Peace Foundation 3, Nuclear Watch 1, Nuclear Weapons Non-Proliferation&International Safeguards System 1, Parliamentarians for Nuclear Non-Proliferation and Disarmament (PNND) 4, Pax Christi International 6, Peace Action 55, Peace Boat 2, Peace Depot 12, People for Nuclear Disarmament, Nuclear Flashpoints Campaign 2, People’s solidarity for participatory democracy 1, Psychologists for Social Responsibility 2, Pugwash Conferences on Science and World Affairs 5, Résau sortir du nucleaire 1, Rideau Institute on International Affairs 3, Rissho Kosei-Kai 1, South Asian Strategic Stability Institute (SASSI) 9, Seriously, Time to stop 3, Soka Gakkai International 5, Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) 6, Stop Essais/ Abolition des Armes Nucléaires 6, The Nonproliferation Policy Education Center (NPEC) 4, The Oak Ridge Environmental Peace Alliance (OREPA) 1, The Royal Society 2, The Stanley Foundation 4, Toda Institute 2, Tri-Valley CAREs (Communities Against A Radioactive Environment) 1, United for Peace & Justice 4, United States Peace Council 1, Verification Research, Training and Information Centre (VERTIC) 3, Westerns States Legal Foundation 5, Women’s International League for Peace and Freedome (WILPF) 46, World Conference of Religions for Peace 7, World Council of Churches 2, World Without Wars 5

In ordine di numero di delegati
Giappone 27
Federazione Russa 26 * Nuclear Weapons State secondo il TNP
Francia 17 * Nuclear Weapons State secondo il TNP
Stati Uniti d’America 16 * Nuclear Weapons State secondo il TNP
Repubblica di Corea 14
Germania 13
Cina 12 * Nuclear Weapons State secondo il TNP
Indonesia 12; RegnoUnito 12 * Nuclear Weapons State secondo il TNP
RepubblicaCeca+EU 11, Malaysia 11, Norvegia 11
Canada 10, Iran 10, PaesiBassi 10
Australia 9, Irlanda 9, Filippine 9, Spagna 9, Ucraina 9
Egitto 8, Svizzera 8, Zimbabwe 8
Algeria 7; Austria 7; Cile 7; Finlandia 7; Portogallo 7
Belgio 6; Brasile 6; Messico 6; Polonia 6; SriLanka 6; Svezia 6; Turchia 6;
Argentina 5; Bolivia 5; Cuba 5; Libia 5; Nuova Zelanda 5; Nigeria 5; Sud Africa 5; Venezuela 5
Botswana 4; Bulgaria 4; Croazia 4; ElSalvador 4; Grecia 4; Kazakhstan 4, Kyrgyzstan 4; Liechenstein 4, Mauritius 4, Birmania/Myanmar 4; Namibia 4, Panama 4; Qatar 4, Siria 4; Repubblica* di Macedonia 4; Emirati Arabi Uniti 4
3 Bahrain, Bangladesh, Colombia, Congo, CostaRica, Ghana, Guatemala, Guinea, SantaSede, Ungheria, Iraq, Giordania, Kenya, Kuwait, Monaco, Monzambique, Nicaragua, Peru, Romania, SanMarino, ArabiaSaudita, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Thailandia, Vietnam,
2 Andorra, Cipro, Ecuador, Estonia; Lao, Libano, Lesotho, Lituania, Madagascar, Mongolia; Marocco; Moldavia; Sudan;  Tunisia; Uzbekistan, Italia (Paese organizzatore del G8 nel 2009)
RepubblicaAfricaCentrale 1; Oman 1

Testo Originale in Inglese

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