Wildfire Italia – Fuoco Selvaggio

'Per un mondo libero da armi nucleari' perchè chiunque ha nozione e coscienza di che cosa vuol dire un'esplosione nucleare si rende conto che disporre di migliaia di ordigni nucleari è stupido

“Premio Nobel Alternativo” per Alyn Ware per abolizione armi nucleari

Posted by albagiorgio su 22 ottobre 2009

Uno dei “Right Livelihood Awards” del 2009, meglio noti come Premi Nobel Alternativi, va ad Alyn Ware, Coordinatore della Marcia Mondiale in Nuova Zelanda – Aotearoa, “per la sensibilizzazione efficace e creativa, per le sue iniziative di oltre vent’anni di educazione alla pace e di impegno per la liberazione del mondo dalle armi nucleari”.

Pressenza Londra, 2009-10-13: Alyn Ware, instancabile attivista per la pace e la nonviolenza, ha ricevuto oggi uno Right Livelihood Award (Premio al corretto sostentamento) come riconoscimento *”per la sensibilizzazione efficace e creativa, per le sue iniziative di oltre vent’anni di educazione alla pace e di impegno per la liberazione del mondo dalle armi nucleari”. Il Right Livelihood Award, fondato nel 1980 dallo svedese Jakob von Uexkull, è un premio che viene presentato ogni anno per onorare coloro che “lavorano a soluzioni pratiche ed esemplari ai problemi più urgenti del mondo attuale”.

Alyn insieme a René Ngongo della Repubblica Democratica del Congo e Catherine Hamlin dall’Etiopia, sono stati selezionati da una rosa di 82 candidati provenienti da 46 Paesi e ognuno di loro riceverà un premio di 50.000 €.

La giuria ha dato la seguente motivazione per la scelta dei vincitori: “Nonostante gli avvertimenti scientifici sull’imminente minaccia e sugli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici e nonostante la nostra conoscenza delle soluzioni, la risposta globale a questa crisi continua a essere terribilmente lenta e ampiamente inadeguata. Al tempo stesso, la minaccia di armi nucleari non è affatto diminuita e le malattie legate alla povertà sono la vergogna della nostra umanità”.

“I vincitori del Right Livelihood Award del 2009 dimostrano concretamente che cosa debba essere fatto al fine di affrontare il cambiamento climatico, liberare il mondo dalle armi nucleari e fornire cure mediche cruciali per i poveri e gli emarginati”.

Inoltre David Suzuki, dal Canada, si aggiudica un premio onorario “per la sua incessante difesa dell’uso socialmente responsabile della scienza, per il suo massiccio contributo alla sensibilizzazione sui pericoli del cambiamento climatico e la creazione di un sostegno pubblico per le politiche per farvi fronte”.

Proposta di una Convenzione sulle Armi Nucleari.

Alyn fu, nel 1995, co-fondatore dell’Abolition 2000, una rete internazionale che conta attualmente più di 2000 organizzazioni sostenitrici che chiedono che si facciano negoziati per arrivare a una Convenzione sulle Armi Nucleari da cui scaturisca un trattato per proibire ed eliminare le armi nucleari, sotto l’effettivo controllo internazionale. A seguito del parere consultivo sulla legalità della minaccia o dell’uso delle armi nucleari della Corte Internazionale di Giustizia, nel 1996, Alyn ha redatto una risoluzione delle Nazioni Unite per l’attuazione del parere stesso, attraverso i negoziati per arrivare alla Convenzione sulle Armi Nucleari. Da allora, questa risoluzione ha attirato ogni anno i voti di circa 125 paesi dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, compresi i Paesi della New Agenda Coalition (Brasile, Egitto, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Sud Africa e Svezia), il Movimento dei Non-Allineati e alcuni Paesi in possesso di armi nucleari (Cina, India, Pakistan e Corea del Nord).

Alyn ha poi riunito un gruppo di esperti per elaborare un Modello di Convenzione sulle Armi Nucleari – un documento di 70 pagine che illustra le misure giuridiche, tecniche e politiche necessarie per il raggiungere e sostenere un mondo libero dalle armi nucleari. Questo Modello di Convenzione sulle Armi Nucleari è stato distribuito e promosso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Alyn Ware crede che la sua opera di educazione alla pace nelle scuole e e il suo lavoro internazionale su pace e disarmo siano strettamente collegati. Dice: “I principi della pace sono gli stessi sia che se ne parli a scuola, a casa, nella propria comunità o a livello internazionale. Si tratta soprattutto di come risolvere i conflitti modo che tutti vincano, vale a dire in modo da soddisfare le esigenze di tutti i popoli. Il mio lavoro di insegnante alla scuola materna è stato quindi un buon allenamento per il mio lavoro sulla pace e il disarmo internazionale. E quando torno in classe, posso aiutare gli studenti capire come le idee e gli approcci che stanno utilizzando per risolvere i loro conflitti siano simili alle idee e gli approcci che usiamo nell’ambito delle Nazioni Unite per risolvere i conflitti internazionali “.

http://www.pressenza.com/npermalink/xpremio-nobel-alternativox-per-alyn-warex-coordinatore-della-marcia-mondiale-in-nuova-zelanda-aotearoa

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Traffici nucleari da Italia verso Africa e Medio Oriente

Posted by albagiorgio su 22 ottobre 2009

Traffici da Italia verso Mo? 007 spiavano sito

Gli 007 spiavano il centro Enea di Trisaia di Rotondella nel Materano

19 ottobre, 11:50 ROMA – In primo piano le attività nucleari svolte in un sito italiano e il sospetto di traffici illeciti di armi e materiale strategico e di rifiuti radioattivi; sullo sfondo, lo spionaggio svolto da agenti segreti di mezzo mondo intorno a quel luogo; nel mezzo, gli interessi della ‘ndrangheta per il business legato a quel traffico illecito. Sembra la trama di un film di spionaggio ed, invece, e’ il contenuto di un’inchiesta svolta dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza Francesco Basentini che ha riguardato il Centro Enea Trisaia di Rotondella (Matera), dove, a partire dagli anni settanta, è avvenuto il riprocessamento di combustibile nucleare. In quel centro del materano, riconverito ad attività di ricerca per l’ambiente e l’agro-alimentare, sono tuttora presenti, con elevato livello di protezione, 64 elementi di combustibile irraggiato, mai trattati, provenienti dal reattore nucleare americano di Elk River.

L’inchiesta giudiziaria ha determinato una richiesta di archiviazione (tuttora all’esame del gip) per diverse persone, compresi alcuni dirigenti del Centro, succedutisi negli anni, ed esponenti della ‘ndrangheta: gli accertamenti – si rileva dalle motivazioni del provvedimento – non hanno consentito di raccogliere prove, ma neppure di fugare i sospetti, sia per quanto riguarda l’ipotesi di traffico di armi e materiali strategici (in particolare plutonio, elemento base della bomba atomica, che l’Enea sostiene di non aver trattato nel Centro), sia per quanto riguarda il traffico di rifiuti radioattivi attraverso le cosiddette “navi dei veleni”.

A quasi 30 anni di distanza – ha osservato il pm Basentini – “é oggettivamente quasi impossibile ricostruire fedelmente cosa i vari organi, i tecnici e i soggetti titolari della politica nucleare abbiano fatto all’interno del Centro Trisaia nel corso degli anni” L’indagine ha fatto riemergere particolari già conosciuti su vicende note (tra le quali l’omicidio della giornalista Ilaria Alpi); ma, soprattutto, l’interesse dei servizi segreti di diversi Paesi per le attività nucleare che avvenivano nel Centro della Trisaia. A parlare al magistrato dell’intrigo internazionale è stato Guido Garelli, il quale ha detto di essere stato ‘ammiraglio’ di un non meglio precisato esercito dell’Autorità Territoriale del Sahara Occidentale e ‘dignitario’ di un servizio d’intelligence che avrebbe operato nell’interesse del Regno Unito, con base a Gibilterra.

In possesso di tripla cittadinanza – iugoslava, italiana e del Sahara Occidentale – egli, proprio per conto dell’intelligence del Regno Unito, avrebbe spiato le attività del centro Enea di Rotondella, nel periodo durante il quale si svolgevano attività di ricerca e scambio informativo in ambito nucleare da parte dell’Italia e di Paesi mediorientale, con stages di tecnici iracheni e pakistani che frequentavano il centro. Gli anglosassoni – a dire di Garelli – ipotizzavano l’esportazione di armi, tecnologie e materiali radioattivi dall’Italia verso il Medio Oriente, che avrebbe consentito a Paesi di quell’area – Iraq e Pakistan in particolare – di dotarsi di armi nucleari. Garelli, peraltro, non sarebbe stato il solo a condurre attività informativa sul sito nucleare, in quanto – è emerso dalle indagini – anche la Cia, il Mossad e il Sismi (strutture di spionaggio rispettivamente di Stati Uniti, Israele e Italia) hanno svolto analoghe attività di intelligence per monitorare l’eventuale trasferimento di materiale strategico nei Paesi mediorientali. Ma il Centro della Trisaia non avrebbe interessato solo gli 007. Ha raccontato il pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti (che di recente, con le sue dichiarazioni, ha fatto ritrovare nel mar Tirreno il relitto di una nave probabilmente carica di rifiuti) che il clan Musitano, che operava nella Locride, si sarebbe servito dello stesso Fonti per mantenere i contatti con il Centro di Rotondella, nel quale sarebbero stati stoccati moltissimi fusti contenenti scarti di lavorazioni di materiale radioattivo.

La gran parte di quei fusti, con l’intervento dello stesso Fonti – ha raccontato quest’ultimo – sarebbero stati poi caricati a bordo di navi, con destinazione Somalia. Un’altra parte di quei bidoni sarebbe stata interrata in alcuni siti a ridosso della statale 407 “Basentana”, nel materano. I riscontri operati dai Carabinieri del nucleo tutela ambiente alle dichiarazioni di Fonti e di Garelli hanno dati risultati di segno opposto: nei siti materani indicati dal pentito della ‘ndrangheta non e’ stata trovata traccia dei fusti interrati; le dichiarazioni di Garelli hanno, invece, trovato diversi riscontri, uno addirittura insperato. Egli ha raccontato che una sera, sul finire degli anni ottanta, in occasione di una delle missioni in Basilicata per conto dei servizi segreti inglesi, era rimasto in panne alla periferia di Potenza mentre era a bordo di una Fiat Croma targata ETS 015 EM (ETS indicava Excercite Territoriel du Sahara). La vettura – ha riferito – era stata depositata in un impianto di un soccorso stradale ubicato nella periferia del capoluogo lucano per essere avviata alla demolizione. Quasi 20 anni dopo, i carabinieri hanno individuato quell’impianto e, quasi increduli, hanno avuto in consegna dal titolare una targa straniera: ETS 015 EM.

di Enzo Quaratino

Fonte ANSA

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/10/18/visualizza_new.html_988571370.html

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Il nuovo Ministro degli Esteri del Giappone: no all’uso di armi nucleari

Posted by albagiorgio su 24 settembre 2009

Estratto dall’intervista al nuovo Ministro degli Esteri giapponese, Katsuya
Okada (Partito Democratico del Giappone) – Traduzione dal Giapponese all’inglese di Philip White, del Citizens’ Nuclear Information Center. Traduzione da inglese in italiano su questo blog.

(Conferenza Stampa Inaugurale del Ministro degli Esteri, 17 Settembre  2009)

http://nettv. gov-online. go.jp/prg/ prg2758.html

Domanda posta dal giornalista del quotidiano Sankei Shimbun

“Relativamente al miglioramento delle relazioni tra gli Stati Uniti d’America e il Giappone, in passato Lei ha detto che il Giappone dovrebbe chiedere agli Stati Uniti di fare una dichiarazione di non-primo-uso di armi nucleari. Come specificamente Lei intende procedere su questo punto? Quali sono i suoi punti di vista sulle ansie che la dichiarazione di non-primo-uso degli USA possa ridurre la fiducia nella deterrenza?”

Risposta del Ministro degli Esteri Katsuya Okada

“Il filo del mio argomento è stato di mettere in discussione che le nazioni le quali dichiarano la loro volontà di fare uso per prime di armi nucleari possano avere alcun diritto di parlare di disarmo nucleare, o di non proliferazione nucleare, in particolare di non proliferazione.

Da questa prospettiva, quello che io ho detto è che il primo-uso di armi nucleari non dovrebbe essere accettato. Io sono consapevole che esiste una varietà di punti di vista all’interno del Ministero degli Affari Esteri. Io spero di discutere della tematica con i funzionari del Ministero. Comunque, per quanto mi riguarda, non importa chi tu sia, non è possibile vedere che alcuno possa raggiungere altra conclusione. Io non credo che la deterrenza ne risulterebbe indebolita come risultato.”

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UE: Un mondo senza armi nucleari è possibile?

Posted by albagiorgio su 18 giugno 2009

Elezioni Europee 2009

Un mondo senza armi nucleari è possibile?
Sicurezza e difesa – 23-04-2009 – 16:44

L’aumento delle armi di distruzione di massa rappresenta una minaccia globale. Giovedì il Parlamento Europeo discute su come rafforzare il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari e il ruolo dell’Unione Europea. Secondo te è un obiettivo raggiungibile? Come si può fare? Partecipa al dibattito on-line!

Se dopo la caduta del muro di Berlino la paura sembrava fosse destinata a finire, dal 2005 la preoccupazione per la corsa agli armamenti nucleari è forse addirittura aumentata. Dall’ultima riunione  dei membri del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, nel 2005 a oggi, la tensione non ha fatto che aumentare. basta pensare all’annuncio dellaCorea del Nord sul suo test nucleare e all’Iran con il suo un programma di arricchimento dell’uranio. E l’Unione Europea non è certo estranea.

Ma la Commissione Esteri del Parlamento Europeo vede anche segnali positivi. All’inizio di aprile a Praga, il presidente americano Barack Obama ha assicurato che gli Stati Uniti si impegneranno per un mondo senza armi nucleari.
Anche Francia e Regno Unito stanno gradualmente riducendo i loro arsenali.

L’UE deve scendere in campo

La verde tedesca Angelika Beer chiama l’Europa ad un maggior impegno: “I più grandi leader mondiali sono favorevoli al disarmo nucleare. È arrivato il momento che l’Europa assuma un ruolo di guida nel mondo”. La proposta è di adottare una Convenzione sulle armi nucleari che faccia da modello a un definitivo trattato di disarmo.

L’eurodeputata lamenta che “non tutti i Paesi UE sono seriamente intenzionati ad abolire le armi nucleari” e li mette in guardia di non prendere la relazione del Parlamento come “uno sterile elenco di intenti”.

“Un mondo senza armi nucleari è non solo desiderabile ma anche possibile. Lo sviluppo di energia atomica e soprattutto la disponibilità di armi nucleari costituirà sempre un pericolo per tutti”.

Più accertamenti e maggiori poteri all’Agenzia Internazionale Energia Atomica

Il rapporto richiama l’impegno UE annunciato nella “strategia contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa” del 2003, rivolgendo alcune raccomandazioni al Consiglio in vista della conferenza di riesame del Trattato che avrà luogo l’anno prossimo:

  • migliorare e rinforzare i controlli sul rispetto degli accordi internazionali;
  • mettere la produzione, l’uso e il ritrattamento di tutto il combustibile nucleare sotto il controllo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica di Vienna;
  • istituire un trattato che ponga fine alla produzione di materiale fissile per scopi militari.


Fondamentale anche il dialogo internazionale, come raccomandato dai membri del Congresso americano e del Parlamento Europeo riuniti a Praga dal 18 al 20 aprile per il “dialogo legislativo transatlantico”: tutti d’accordo sul fatto che “il problema va affrontato insieme” e che “l’armamento nucleare dell’Iran non è accettabile”.

UE: Sondaggio Parlamento Europeo su armi nucleari

UE: Sondaggio Parlamento Europeo su armi nucleari


Qual è il tuo punto di vista?

A tuo avviso, come mettere fine alla proliferazione nucleare? Come per esempio convincere Corea del Nord e Iran ad abbandonare i loro programmi? I leader politici stanno facendo abbastanza? È possibile e desiderabile un mondo senza armi nucleari?
Partecipa al dibattito on-line!

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PrepCom 2009 – Approvata l’Agenda, non le Raccomandazioni

Posted by albagiorgio su 15 maggio 2009

New York 15 Maggio 2009 – ore 12.40

Successo della PrepCom 2009 – Approvata l’Agenda, non le Raccomandazioni

In un clima positivo di collaborazione, favorito dalle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Obama, si sono conclusi i lavori della Terza Sessione del Comitato Preparatorio della Conferenza di Riesame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari del 2010, che si è a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, dal 4 al 15 Maggio 2009.

E’ stato approvato il rapporto finale da trasmettere alla Conferenza di Revisione nel 2010. Il rapporto include l’Agenda dei lavori, passo di fondamentale importanza procedurale e politica. I delegati non sono riusciti a concordare sulla lista delle Raccomandazioni, altro importante elemento per il successo nel 2010, ma sono arrivati estremamente vicini ad un accordo, le questioni chiavi sono stai la Risoluzione per la Zona Libera da Armi Nucleari e altre Armi di Distruzione di Massa in Medio Oriente che ha visto il sostegno dell’Egitto per azioni pratiche, e il disarmo nucleare con l’obiettivo di eliminare le armi nucleari che ha visto la delegazione francese non ancora pronta a prendere un impegno chiaro. Terminano così 10 anni di crisi per le regole multilaterali di disarmo e non proliferazione nucleare. Adesso nei 12 mesi che ci separano da Maggio 2010 sarà importante che la volonta politica e l’attenzione dell’opinione pubblica continuino a tenere questo tema in cima all’agenda internazionale. Un mondo libero da armi nucleari da oggi non è più impossibile, per essere possibile e per realizzarsi questa visione avrà bisogno dell’impegno e della condivisione di obiettivi di tutti, governi, società civile, diplomatici, esperti e leader politici.

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PrepCom 2009 – NPT R.C. 2010 – Aggiornamento 14 Maggio

Posted by albagiorgio su 14 maggio 2009

Raccomandazioni per la RevCon 2010
• Nella tarda serata, il presidente ha fatto circolare una bozza aggiornata delle raccomandazioni per la Conferenza di Riesame del 2010.
• Il Belgio, a nome di sette paesi (Belgio, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia, Spagna e Turchia), ha introdotto un documento di lavoro, proponendo raccomandazioni perla RevCon in tutte le aree del Trattato. Il nuovo documento è complementare alle proposte presentate dal gruppo alla Conferenza di Revisione nel 2005.

Altre tematiche
L’applicazione della risoluzione sul Medio Oriente
• L’Unione Europea ha accolto la proposta della Federazione Russa per una conferenza o un incontro sull’applicazione della risoluzione. L’UE ha descritto la proposta come complementare con i suoi piani di un seguito al suo seminario dello scorso Giugno 2008, da svolgersi prima della RevCon 2010.

Materiali Fissili
• L’Unione Europea ha anche introdotto un nuovo documento di lavoro per far proseguire i lavori per il trattato per la messa al bando dei materiali fissili.

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PrepCom 2009 – NPT R.C. 2010 – Aggiornamento 13 Maggio

Posted by albagiorgio su 13 maggio 2009

Raccomandazioni per la Conferenza di Riesame del 2010
• Il presidente ha aperto la seduta martedì per i commenti generali sulla sua bozza di raccomandazioni. 
• Il presidente ha espresso riluttanza per l’ipotesi di proporre le raccomandazioni solo come un documento di lavoro del presidente.
• Il presidente ha indicato che avrebbe cercato di facilitare le consultazioni tra le delegazioni sul testo martedì pomeriggio e mercoledì mattina. Ha sottolineato che iniziare dettagliati negoziati sul testo non sarebbe pratico.
• Il prossimo incontro plenario del PrepCom si terrà nel pomeriggio di mercoledì, durante il quale si spera che le delegazioni possano concordare su un testo aggiornato.

Le dichiarazioni generali degli stati sulle raccomandazioni
• Molte delegazioni implicitamente o esplicitamente hanno espresso il supporto a procedere con il testo del presidente, nonostante i desiderati cambiamenti o le posizoni che il testo può essere rafforzato. Diversi hanno fatto riferimento alla bozza come una buona base per le discussioni, tra cui il Brasile, il Giappone la New Agenda Coalition, la Repubblica di Corea, la Malaysia e il Sud Africa.
• A titolo di promemoria inteso a persuadere le delegazioni riluttanti a procedere sulla base del testo proposto dal presidente, numerose delegazioni hanno positivamente notato, così come indicato nel documento, che le raccomandazioni non pregiudicheranno il lavoro o il risultato della Conferenza di Riesame.
• Diverse delegazioni hanno criticato il testo per non avere un equilibrato trattamento dei tre pilastri del Trattato, tra cui il NAM, la Russia, gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Repubblica di Corea.
• Alcuni hanno specificatamente criticato che la sezione sul disarmo nucleare sia più dettagliata di quelle che affrontano gli altri pilastri. La Russia ha chiesto per dei piani d’azione in tutti e tre i pilasti, non soltanto il disarmo. La Francia ha concordato, ma ha affermato che un singolo piano d’azione sarebbe sufficiente se affrontasse tutti e tre i pilastri.
• Il NAM e l’Iran hanno criticato la struttura delle raccomandazioni perchè non riflettono sufficientemente i tre pilastri.
• Diverse delegazioni hanno richiamato l’attenzione sull’evitare di modificare eccessivamente il testo, specialmente questioni che richiedono ampi negoziati o indicazioni che non hanno ampio supporto. In questo contesto, il Canada e la Norvegia si sono appellate alla flessibilità dei delegati.

Richieste per un linguaggio specifico nel testo delle raccomandazioni
• Il NAM ha chiesto l’inclusione, tra le altre cose, di un riferimento a garanzie di sicurezza legalmente vincolanti e a concrete misure per l’attuazione della risoluzione sul Medio Oriente del 1995.
• Il Regno Unito e la Russia hanno affermato che la parte sul Medio Oriente dovrebbe riflettere le discussioni e le proposte fatte durante il terzo PrepCom.
• L’Egitto e il Canada messo in discussione la bozza di testo che afferma che l’attuale “processo di riesame rafforzato” è “indispensabile”, ricordando le loro richieste e il loro supporto per una riforma istituzionale del TNP.
• Il Canada ha suggerito che il testo raccomandi la messa in atto di un sottocomitato che affronti i temi del ritiro dal Trattato e della riforma istituzionale.
• L’Egitto ha contestato come una idea eccessivamente limitata, quella espressa nella bozza in cui le restrizioni agli usi pacifici dell’energia nucleare non devono essere applicati “per ragioni politiche”, affermando che le restrizioni non dovrebbero mai essere applicate.
• La Russia e il Canada hanno suggerito che la sezione sulla non proliferazione dovrebbe essere rafforzata. 
• Gli Stati Uniti hanno suggerito che non potrebbero supportare alcun processo di disarmo che vada al di la delle politiche descritte nel discorso del Presidente Obama del 5 Aprile. La delegazione statunitense ha espresso il suo desiderio di rinviare qualsiasi decisione sulle misure di disarmo nucleare fino al completamento delle revisioni delle politiche nucleari e di sicurezza che sono in corso.
• L’Algeria ha chiesto che il testo rifletta il progresso verso il raggiungimento di un compromesso sul programma di lavoro della Conferenza sul Disarmo (CD). 
• LAlgeria ha anche richiesto per una raccomandazione sull’universalità che chieda agli stati che non sono parte del Trattato di accedervi come stati non dotati di armi nucleari, piuttosto che di aderire al Trattato senza precondizioni.
• Le delegazioni hanno espresso i loro divergenti punti di vista su testo relativo all’uscita dal Trattato, con il Canada che ha richesto un linguaggio più aderente alle posizioni fin qui espresse. L’Algeria, al contrario, ha suggerito che il linguaggio usato nella bozza va oltre le posizioni di molti stati.
• Diverse delegazioni, incluse quelle di Francia e Regno Unito, hanno indicato che avrebbero proposto suggerimenti sui cambiamenti o emendamenti al presidente.

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